Lettera aperta Avv. Antonio Cammarota, Commissario p.t. Fli Salerno
Egr. Avv.
Cammarota, utilizzo questo mezzo, essendo l’unico modo per poter comunicare con
lei, visto che ha, nuovamente, rifiutato di partecipare ad un incontro con gli
iscritti del mio circolo, per chiarire gli equivoci venutisi a creare dopo la
sua nomina calataci dall’alto e non condivisa dalla base (neanche discussa, ad
onor del vero).
Da quel 26
marzo, data in cui è stato ufficializzato il suo ruolo con una conferenza
stampa, in pompa magna, alla presenza del coordinatore regionale On. Muro e del
On. Italo Bocchino, non sono riuscito ad incontrarla (seppur invitandola in più
occasioni), insieme al direttivo del circolo, per presentarci reciprocamente ed
esprimere i rispettivi punti di vista sullo status quo e sugli sviluppi futuri
del partito nella ns. città.
Ritengo
questa mancanza molto grave da parte sua, perché un dirigente di partito non
può minimamente ignorare un circolo territoriale, anche numericamente
consistente considerando anche che, sarebbe stata buona educazione da parte
sua, essendo arrivato da poco in un contesto nuovo, venirsi a presentare agli
iscritti storici.
“Futuro e Libertà nasce per costruire insieme a
voi il Paese che verrà, l’unico partito che pensa a “Costruire l’Italia del
domani”. Un partito nuovo in cui la classe dirigente viene eletta direttamente
dalla base, che nasce da un sentimento popolare e non nelle stanze del Palazzo.
… Dobbiamo recuperare la nostra capacità di indignarci, di sperare, di sognare,
di meritare ed esigere rispetto e dignità. Dobbiamo credere nella possibilità
di avere una politica diversa e costruire giorno dopo giorno, insieme un Paese
migliore.” Con queste parole, il Presidente Fini, presentava agli italiani
il Manifesto per l’Italia e sanciva la nascita del ns. movimento. Ebbene, a
queste parole i Futuristi si rifanno e con la bussola del manifesto tracciano
la rotta del proprio operato. Come
possiamo noi accettare una nomina immotivata (normalmente si commissaria un
coordinatore quando ci sono delle gravi colpe o mancanze, e questo non mi
sembra il caso di Salerno), non meritocratica (che merito c’è in una persona
che ha militato fino al giorno prima in un altro partito e che ad oggi,
probabilmente, non ha neanche la tessera di Fli?) e, soprattutto, decisa nelle
segrete stanze di palazzo?
E’ questa, a
nostro modo di vedere la “colpa” più grande, il “peccato originale” che ci
impedisce di attribuire autorevolezza al ruolo che ricopre.
Noi crediamo
alla possibilità di avere una politica diversa e ci indigniamo (sarà contento
il presidente nel vedere che siamo ancora in grado di farlo) per il
comportamento tenuto da tutti gli attori coinvolti in questa vicenda.
E’
inammissibile che leader nazionali e regionali possano mortificare la base, i
militanti che democraticamente hanno eletto un proprio coordinatore chiedendone
le dimissioni per far posto all’ultimo arrivato.
E’
deprecabile un coordinatore che accetta una tale meschinità senza lottare per
se e per il gruppo che rappresenta, ma semplicemente rispondendo con
garibaldino “Obbedisco”.
E’
intollerabile il comportamento di chi, da ultimo arrivato, invece di mettersi
in gioco, di dimostrare chi realmente è e cosa sa fare, ricorre a mezzucci, ad
accordi di palazzo per raggiungere i propri scopi e fregiarsi di distintivi e
stellette non guadagnate sul campo.
Veda,
commissario, il nostro, non è un attacco alla persona, non abbiamo deciso di
prendercela con lei per motivi personali né tantomeno perché non la reputiamo
una persona valida. Premesso che non possiamo avere valutazioni su di lei in
quanto ci sono mancate le occasioni per poterle fare, Noi contestiamo il modo i
tempi e gli eventi che hanno portato al suo ingresso nel movimento e
continuando a mancare le occasioni di confronto continueremo a tenere la stessa
linea. Riconoscendoci nel manifesto e in ciò che proclama non sentiamo sia
giusto dare fiducia a priori ad una carica calata dall’alto, carica che non
comunica con i militanti e che non si confronta costruttivamente con la base
che dovrebbe rappresentare.
Se Antonio
Cammarota, fosse entrato in Fli, magari avesse costituito un proprio circolo,
si fosse fatto conoscere per l’attivismo e la voglia di fare che portava
all’interno del movimento, probabilmente, sarebbe nata spontaneamente ed in
maniera condivisa una mozione per eleggerlo nocchiero del movimento
salernitano. Così non è stato ed anzi, a 2 mesi dal suo ingresso non si riesce
a vedere alcuno slancio, alcuna spinta alcuna attività che possa caratterizzare
l’ingresso di un leader carismatico nel partito.
Ad oggi, in
merito alla sua attività, possiamo riconoscerle un minimo di presenza mediatica
personale, che quindi non fa crescere il partito, ma che anzi, sminuisce il
lavoro di chi lavora realmente sui territori, un paio di circolari interne
farneticanti o quantomeno poco chiare e qualche proclamo per nuovi ingressi e
nuove aperture che nulla hanno di nuovo.
Di contro,
abbiamo rilevato una censura degna del miglior partito comunista sovietico
nella gestione della comunicazione, dovendo far transitare tutte le notizie e
le attività sotto la sua lente d’ingrandimento, costringendoci ad allinearci
alla “linea provinciale” che non conosciamo, che non ci è mai stata comunicata
e che soprattutto, non abbiamo mai deciso, valutato e votato. Inoltre, non
riusciamo a capire come, una persona venuta per far crescere il partito, per
costruire o per rinsaldare legami logori, possa operare, non confrontandosi con
i militanti, non avendo mai convocato un incontro con i presidenti dei circoli
per conoscere il pregresso e per programmare il futuro. Le ricordo che noi non
siamo il Pdl, siamo nati proprio dal dissenso, dalla protesta, dal non
allineamento alla politica imposta e non siamo quindi propensi ad accettare
imposizioni di alcun tipo.
Per fortuna,
il nostro statuto, la nostra “carta costituzionale” ci da autonomia operativa,
riportando all’articolo 10: “Futuro e
Libertà favorisce l’autonomia organizzativa locale. I circoli, nel pieno ed
assoluto rispetto e nell’osservanza del progetto politico, dello Statuto e dei
Regolamenti di Futuro e Libertà, dispongono di autonomia organizzativa e di
azione politica.”
Con questa
autonomia andremo avanti fino a che, con un congresso democratico, verrà eletto
un coordinatore provinciale che abbia autorevolezza ed autorità per condurre
Futuro e libertà a traguardi sempre più ambiziosi nella nostra provincia. Se da
congresso dovesse risultare vincente, avrà nei Futuristi i suoi più validi e
ferventi sostenitori, pronti alla critica, qualora fosse necessaria, ma sempre
propositivi e leali nei confronti del proprio coordinatore.
Restando
sempre disponibile al confronto ed al chiarimento
le auguro
buon lavoro
Carlo Napoli
Presidente
"Futuristi per Salerno"
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